dove rimani, Signore?

Dove rimani, Signore?

Dove rimani, Signore,
per svegliarti ogni mattina?
Perché è il primo passo
che decide il cammino
e quel passo
io lo voglio fare con TE.
E perché chi trovi il mattino
è la tua ragione di novità
e quella novità per me
voglio che sia TU.

Dove rimani, Signore,
per trasformare la fatica in opera d’arte?
Perché sono i calli
a dire la dedizione delle mani
e quella dedizione
io voglio che sia per TE.
E perché è il sudore
a testimoniare la vittoria del perdere
e quel perdermi
voglio che sia per colpa Tua.

Dove rimani, Signore,
per raccogliere sorrisi e lacrime?
Perché se hai un posto in cui tornare,
allora ogni viaggio è possibile
e il mio ritorno
non può che essere in TE.
E perché solo in casa
abbracciando si è abbracciati
e quell’abbraccio
spero sia sempre il Tuo intorno a me.

Dove rimani, Signore,
per chiudere gli occhi?
Perché la storia richiede una fine,
altrimenti nulla ha un fine
e quel fine
io prego di riconoscerlo in TE.
E perché solo il riposo
è capace di raccogliere
il fugace nel compimento
e quel compimento
è la Tua voce su di me.

Dove rimani, Signore,
perché dove rimani, lì ami.
E io non chiedo altro,
se non di rimanere in Te,
perché TU possa rimanere in me.
E corro, Signore mio,
corro perché l’unica corsa che valga davvero
è quella che conduce
all’Amore che rimane.
Per sempre Amore,
per sempre TU.

#scrivimisulcuore

+ Vangelo di San Giovanni

In quel tempo Giovanni stava con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì – che, tradotto, significa maestro – dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio. Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro.

[Gv 1,35-42]

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don Carlo Pizzocaro

Sono nato il 16 luglio 1987 a Lanzo Torinese da Gemma Teppa e Giannino Pizzocaro, secondogenito, dopo mio fratello Alberto.

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