Il cuore ha le sue ragioni (ma non tutte)


Il cuore ha le sue ragioni, è vero, ma non ha tutte le ragioni. Ne è un esempio Erode, uomo innamorato. Ha certamente le sue ragioni per seguire il cuore e dire di sì a quella donna. Ma il cuore deve anche imparare a sintonizzarsi. Deve essere anzitutto cuore in ascolto della Parola, obbediente alla Parola: il ritmo del cuore, quello giusto, bisogna sempre impararlo da un Cuore più grande, più esperto, più costante. Il cuore dell’uomo è un oceano, ma in mezzo alla tempesta ha bisogno di un Cuore faro, un punto fermo, che non tema le ondate delle emozioni e del sentimento. C’è poi una particolare Parola, cui il cuore deve portare ascolto obbediente: la profezia. L’amore o è profezia o è semplicemente giocattolo umano. L’amore o è profezia, oppure diventa rubare la vita e non donarla. L’amore o è profezia, o diventa omicidio e non sacrificio.

#scrivimisulcuore

+ Vangelo di Marco

In quel tempo, Erode aveva mandato ad arrestare Giovanni e lo aveva messo in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo, perché l’aveva sposata. Giovanni infatti diceva a Erode: «Non ti è lecito tenere con te la moglie di tuo fratello». Per questo Erodìade lo odiava e voleva farlo uccidere, ma non poteva, perché Erode temeva Giovanni, sapendolo uomo giusto e santo, e vigilava su di lui; nell’ascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri. Venne però il giorno propizio, quando Erode, per il suo compleanno, fece un banchetto per i più alti funzionari della sua corte, gli ufficiali dell’esercito e i notabili della Galilea. Entrata la figlia della stessa Erodìade, danzò e piacque a Erode e ai commensali. Allora il re disse alla fanciulla: «Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò». E le giurò più volte: «Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno». Ella uscì e disse alla madre: «Che cosa devo chiedere?». Quella rispose: «La testa di Giovanni il Battista». E subito, entrata di corsa dal re, fece la richiesta, dicendo: «Voglio che tu mi dia adesso, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista». Il re, fattosi molto triste, a motivo del giuramento e dei commensali non volle opporle un rifiuto. E subito il re mandò una guardia e ordinò che gli fosse portata la testa di Giovanni. La guardia andò, lo decapitò in prigione e ne portò la testa su un vassoio, la diede alla fanciulla e la fanciulla la diede a sua madre. I discepoli di Giovanni, saputo il fatto, vennero, ne presero il cadavere e lo posero in un sepolcro.

[Mc 6,17-29]

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don Carlo Pizzocaro

Sono nato il 16 luglio 1987 a Lanzo Torinese da Gemma Teppa e Giannino Pizzocaro, secondogenito, dopo mio fratello Alberto.

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