Category: Omelie domenicali

Omelie domenicali

Imparare l’amore

L’amore ha la misura familiare dell’imitazione, non quella teorica della perfezione e nemmeno quella violenta della competizione. «L’amore non è una cosa che si possa insegnare, ma è la cosa più importante da imparare» [San Giovanni Paolo II]. #scrivimisulcuore

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Eco di novità

Novità non è scaricare ciò che era prima di me, ma prenderlo in carico. È come inseguire l’eco della voce in una bella valle sonora: cambia la geografia, si trasfigura il suono, ma la voce è sempre la stessa. Novità è fedeltà ad una parola che, correndo in avanti, sa

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Mi sarai ancora amico?

Tu che mi ami, quando il mare dei tuoi giorni diventerà la soglia di un addio, mi sarai ancora amico?

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Non è un capro, ma l’Agnello

Al centro della religione ebraico-cristiana c’è l’idea che Kant aveva tanto celebrata di qualcuno che dà la sua vita per i suoi amici, senza che lo si costringa a farlo. L’idea dell’offerta d’una vita che è il contrario di quella del capro espiatorio, della vittima espiatoria sacrificata per punizione, per

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Ti abbiamo tradito, Signore

O albero fecondo e glorioso, ornato d’un manto regale, talamo, trono ed altare al corpo di Cristo Signore. O croce beata che apristi le braccia a Gesù redentore, bilancia del grande riscatto che tolse la preda all’inferno. Ave, o croce, unica speranza, in questo tempo di passione accresci ai fedeli

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Prima scelta, seconda possibilità

A chi potrà mai bastare una sola possibilità? Quanto sarebbe ingiusto un mondo, che non contemplasse la possibilità di errore: sarebbe semplicemente disumano! Disumano non sbagliare, diabolico non perdonare: la giustizia di Dio non ama giustiziare, perché preferisce giustificare. Per Dio noi siamo la prima scelta e per questo Lui

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Carestie nel deserto

Grazie per avermi dato questo deserto, così che anche le mie carestie, in questo cammino di fede, possano sentirsi di casa.

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Senza sperare nulla

Sperare nulla. Indicazione chiara, ma anche terrificante: non significa forse abbandonarsi alla disperazione, cioè all’assenza di speranza? No, perché disperato non è chi non abbia nulla da sperare, ma chi non riconosca nessuno in cui riporre la speranza.

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Chi è più felice?

Ma è più felice uno a cui vada tutto bene o uno a cui vada bene tutto? Lui li guarda e li vede beati, felici, non perché loro vadano sempre bene, ma perché Lui gli vuole bene comunque. #scrivimisulcuore

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Spacca il cuore

Vibrano le porte del Tempio, dice Isaia, perché la vera dimensione del Tempio è il mondo intero; vibrano le porte del cuore di Simone, perché l’amore spacca il cuore, così che sia sufficientemente grande per essere vivo.

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