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Amare è osservanza

L’osservanza non è cosa da scolaretti, ma piuttosto da innamorati. Parlo dell’amore che passa tra la bocca della nonna e l’orecchio del nipote: una vecchia storia, un consiglio sapiente, una semplice telefonata sono oggetto di gelosa custodia nel momento in cui sono offerti all’ascolto. Il verbo ebraico “shamar”, che sta dietro al greco “tereo”, significa proprio “custodire gelosamente, tenere caro, ritenere prezioso”, con l’aggiunta ellenica di uno sguardo sul finale: “perseverare sino alla fine”. Così dovremmo stare alla scuola della Parola: come semplici e nipoti che ascoltano per dovere, ma per dovere d’amore e amore è appartenere tenacemente, sino alla fine.

#scrivimisulcuore

+ Vangelo di San Giovanni 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui». Gli disse Giuda, non l’Iscariòta: «Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi, e non al mondo?». Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato. Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui v’insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».

[Gv 14,21-26]

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don Carlo Pizzocaro

Sono nato il 16 luglio 1987 a Lanzo Torinese da Gemma Teppa e Giannino Pizzocaro, secondogenito, dopo mio fratello Alberto.

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