Month: Settembre 2018

Segugio della Parola

Il profeta non si riconosce dalle sue parole, ma dai suoi silenzi. Lui, infatti, non ha grandi discorsi da fare, ma una Parola da inseguire; non cose da insegnare, ma una verità cui obbedire.

VAI »

Avvolti di cielo

È incredibile pensare che, mentre noi sogniamo di toccare il cielo con un dito, Dio sogni di abbracciare la terra con il cielo. E, se è vero che il nostro sogno si infrange sul muro invalicabile della distanza che da soli non potremo mai superare, Lui ha scelto di fare

VAI »

Equilibrista!

Era in un luogo solitario, ma in compagnia; pregava Dio, ma interagiva con i suoi; chiedeva cosa pensassero gli altri, ma gli interessava cosa credessero i dodici: che equilibrista!

VAI »

Teologia dell’ignoranza

Quando non sai cosa pensare, è allora che puoi iniziare a credere. In qualche modo è proprio la mancanza di chiarezza a renderti rabdomante della luce, perché, di fatto, cerchiamo ciò di cui soffriamo la mancanza.

VAI »

Parti sereno

Non prendere, non trattenere, non pretendere. Non prendere, perché non c’è nulla da preparare per un viaggio che un altro ha pensato per te. Non trattenere, perché non ci sono contatti da ottenere nelle case che un altro ha aperto per te. Non pretendere, perché non ci sono successi da

VAI »

Lasciapassare

L’amore non è una prevendita, ma un lasciapassare. Troppe volte “familiarità” per noi significa privilegio, e “amicalità” favoritismo.

VAI »

Acceso, splendi!

Ti ricordi quella volta che hai ascoltato la sua Parola e hai sentito chiaramente che qualcosa di nuovo veniva scritto nella tua vita, della tua vita? Ecco, quella volta sei stato acceso.

VAI »

Primo in servizio

Un dettaglio di questo Vangelo mi affascina particolarmente: Cristo non demonizza il mio desiderio di essere primo. Semplicemente fa come con tutto il resto della mia vita: prende, sana, innalza. E allora prende il mio desiderio di essere primo e lo trasfigura in una chiamata all’ultimo posto.

VAI »

Vicino e connesso

Il vero problema di questo Vangelo non è distinguere tra lontani e vicini, ma sapere se i vicini siano connessi o meno.

VAI »

Miserabile discepolo

Lui, corrotto, lascia la sua corruzione perché ha riconosciuto la vera ricchezza; loro, idolatri, non lasciano la loro idolatria perché non sanno (più) riconoscere il vero Dio. Lui, miserabile, riprende a camminare perché ha accusato la sua miseria; loro, ipocriti, si sentono già arrivati perché nascondono la loro ipocrisia.

VAI »
Share on facebook
Share on google
Share on twitter
Share on linkedin
Share on whatsapp
don Carlo Pizzocaro

Sono nato il 16 luglio 1987 a Lanzo Torinese da Gemma Teppa e Giannino Pizzocaro, secondogenito, dopo mio fratello Alberto.

Iscriviti alla newsletter!

Copyright 2018 © All rights Reserved