Month: Marzo 2018

Carissima Maria

Carissima Maria, infuocata apostola mia, chissà che provi ogni anno a quest’ora… «Quando vedrò il suo volto?», sembra dire, scolpendo su pietra, il tuo ormai silenzioso pianto…perché tu sei maestra anzitutto dell’assenza. Stai lì, davanti ad una pietra, con la stessa passione con cui stavi ai Suoi piedi: ascolti il

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Carissimo Pietro

Carissimo Pietro, pastore mio amato, questa seconda notte santa la voglio affrontare al tuo fianco. Anzitutto ci tengo a raccontarti un piccolo episodio. Questa mattina, poco dopo le 12.00, sono uscito dal mio confessionale e, mentre mi dirigevo verso l’uscita, ho pensato come quelli fossero gli ultimi istanti per vedere

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Carissimo Giuda

Carissimo Giuda, fratello mio amato, non potevo che scrivere immediatamente a te in questa notte santa! Non voglio spingerti a facili illusioni: in questo Cenacolo, che, attraversato ogni tempo, è giunto in questo “oggi”, nessuno di noi ha il coraggio di identificarsi con te. Non godi di particolari simpatie tra

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Ad un passo dal “tutto”

Ad un passo dal “tutto” arriva la tentazione del “di più”. Non dovrebbe sembrare strano, perché a ben guardare accade in ogni ambito della nostra vita: “l’affanno dell’ultimo minuto” morde la preghiera («ho già fatto abbastanza, no? Ora posso anche smettere»), morde l’amore («mi pare di aver già dato, ora

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Domandare per attrazione

«Rabbì, dove dimori? […] Signore, dove vai?». Tra la prima domanda dei discepoli e la domanda del primo dei discepoli passa un cammino intero dietro a LUI. Eppure, quel che all’inizio era illusione, ora diventa errore: non Lo segui perché speri di raggiungerLo, ma perché LUI ti viene incontro.

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Le donne lo sanno

C’è una regola pastorale scritta nelle donne evangeliche: sprecare fino a morire. E forse è proprio questo il “genio femminile”, di cui dovremmo metterci in ascolto, per imparare di nuovo a sprecare tempo per accudire, sprecare silenzi per ascoltare, sprecare prospettive per accompagnare, sprecare lacrime per compatire, sprecare talenti per

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Figlio!

Figlio, l’alma t’è ’scita, figlio de la smarrita, figlio de la sparita, figlio attossecato! Figlio bianco e vermiglio, figlio senza simiglio, figlio, e a ccui m’apiglio? Figlio, pur m’ài lassato! Figlio bianco e biondo, figlio volto iocondo, figlio, perché t’à el mondo, figlio, cusì sprezzato? Figlio dolc’e placente, figlio de

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Uno solo per tutti

Sarebbe bello poter dire che Caifa si sbagliasse, ma non è possibile: la sua parola, anche se solo per un istante, ha tutta la potenza e la prepotenza di un vaticinio profetico. Sarebbe bello poter dire che sia un errore il dover sempre far ricorso al sacrificio per favorire la

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Ci si ama inseguendosi

Se Betlemme inquadra l’inizio nei confini di una vicinanza, Gerusalemme “soqquadra” il compimento negli “sconfini” della lontananza. Potremmo dire che in principio viene, ma alla fine se ne va; l’inizio è sempre il Suo cercarmi, ma alla fine sono io che devo scegliere di cercarLo.

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O è pazzo o è Dio

«Chi credi di essere?»: se non Gliel’hai mai chiesto, allora non Lo hai mai conosciuto. Perché non appena Lo incontri davvero, LUI si presenta con pretese folli, come quella di essere Dio ma anche uomo, irraggiungibile e vicinissimo allo stesso tempo.

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don Carlo Pizzocaro

Sono nato il 16 luglio 1987 a Lanzo Torinese da Gemma Teppa e Giannino Pizzocaro, secondogenito, dopo mio fratello Alberto.

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